Nella categoria "lotta al carcere" sono state pubblicate le nuove date dei presidi sotto il carcere di Lugano
è presente anche il volantino... stampa e diffondi!!
Prossime iniziative di Dicembre
Con ghirlande luccicanti e lucine di mille colori si prova a coprire il malessere che tutto l'anno
pesa sulle fasce sociali piu' emarginate, convincendole che visto che é "Natale", alleggerendo i loro borselli si alleggirerà parallelamente anche la precarietà della loro vita quotidiana. Vogliono che per un paio di giorni la gente incarti con carte regalo e fiocchi dorati la difficoltà sempre piu estesa di arrivare a fine mese, dimenticando la routine oppressiva del lavoro, le guerre tra poveri pianificate nei salotti del potere e rimbalzate dai loro burattini-media.
Abbiamo deciso di invadere le loro vie luccicanti il 24 dicembre, momento apice del consumismo,
con un aperitivo itinerante per il centro di Lugano. Ricordando che nonostante i fiocchetti e i gingilli, viviamo sempre nello stesso mondo di merda.
Festa trash il 25 dicembre 2009
In seguito alle varie spese legali che dobbiamo coprire in seguito alle svariate denunce che ci hanno accollato, abbiamo organizzato questa festa per raggruppare un po di soldi che serviranno per pagare l'avvocato in vista del processo che si terrà prossimamente. Infatti oltre alle denunce ricevute in seguito allo sgombero del selva squat, 3 di noi si sono visti anche notificare le denunce per i "danneggiamento" e "violazione di domicilio" avvenuti all'albergo Pestalozzi di Lugano lo stesso giorno che avrebbe dovuto parlare l'ex ministro di Pinochet, Jose Pinera.
presidio a Chiasso annullato
il presidio contro le frontiere, in solidarietà con i migranti che si sarebbe dovuto tenere sabato 28 novembre è stato annullato
Molto probabilmente ci sara una nuova data....
tenetevi aggiornati!!!
presidio annullato
il presidio sotto la stampa che si sarebbe dovuto tenere domenica 8 novembre è stato annullato
Molto probabilmente ci sara una nuova data....
tenetevi aggiornati!!!
Chiasso 24 ottobre 2009 corteo
SIAMO STATI, SIAMO E SAREMO TUTTI MIGRANTI
CHIASSO 24 OTTOBRE 2009
Corteo contro le politiche securitarie e la repressione sui migranti
pubblicamente le violenze e la repressione che caratterizzano la quotidianità dei
migranti e per contrastare il peggioramento della loro situazione. Un
peggioramento dettato non solo dalle condizioni di reclusione e dai soprusi che
essi vivono giorno per giorno, ma anche dall’indifferenza popolare che ormai
circonda lo straniero. Infatti, essendo divenuto normale il fatto di leggere sui
giornali di entrate clandestine, richiedenti d’asilo picchiati e arrestati e costi
economici legati al loro mantenimento, il migrante viene trasformato in oggetto
pubblico da dibattito, un nodo da sciogliere, un problema di carattere economico e
securitario, in difesa della tanto sbandierata integrità nazionale e del
patriottismo, e non un semplice essere umano. L’immigrato ritorna in mente
solamente quando bisogna trovare un colpevole, una figura da mettere alla gogna
per fingere di risolvere dei problemi che trovano le cause nei salotti del potere
economico e politico.
Manca il lavoro? Colpa dell’immigrato e non del padrone che cerca manodopera a
basso costo, sfruttando situazioni di precarietà e necessità? Spaccio nelle
strade? Colpa dell’immigrato o di chi impone ritmi frenetici che portano sempre
più persone a far uso di cocaina ( o psicofarmaci) per non crollare? O di chi
punta il dito sullo “spacciatore di turno” ma volutamente chiude gli occhi sulla
clientela locale ingranaggio fondamentale? Risse nel centro di registrazione?
Colpa dell’immigrato o di chi rinchiude centinaia di persone di provenienza e
culture diverse, con l’unica accusa di non possedere un permesso valido?
Non è nostro interesse fare del migrante un quadro dipinto con vittimismo o
innocentismo, ma non siamo neanche così stupidi da cadere nel populismo dilagante
e puntare il dito sull'“ultimo” anello di una catena molto lunga. A chi popola le
stanze del potere non piacerebbe che si risalisse a monte, indirizzando la rabbia
e il malessere sociale verso le reali cause, infatti essi riescono a mantenere le
loro “prestigiose” cariche e i loro guadagni solamente continuando a burattinare e
aizzare le “guerre tra poveri”, distogliendo così l’attenzione delle masse dal
reale problema. E’ ora di smascherare e riconoscere il reale problema colpendolo a
fondo. Nel parlare di migranti presenti alle nostre latitudini li si accusa di
varie colpe, senza mai pero’ tenere in considerazione che le situazioni (povertà,
guerre,…) da cui loro scappano, sono finanziate, costruite e imposte dai vari
tentacoli del capitalismo. E’ questo che bombarda popolazioni in medio oriente,
crea disastri ambientali in Africa costringendo intere popolazioni alla fame pur
di prosciugare i pozzi petroliferi, o si espande cercando nuove terre da
colonizzare economicamente, sfruttando la povertà del paese e il basso costo della
manovalanza locale. Lo stesso che alle nostre latitudini protegge i suoi
ingranaggi con allarmismi sociali e guerre tra poveri. La risposta come primo
passo puo’ essere la partecipazione al corteo, ma non è sufficiente! Ognuno deve
prendere coscienza, sia personale sia collettiva, che la risposta deve essere
quotidiana, andando ad abbattere colpo su colpo il muro d’isolamento e pregiudizi
che circonda il/la migrante, per aprire una breccia nella coltre di menzogne del potere.
Siamo una rete di realtà locali unite dall’esigenza di contrastare la repressione
che si abbatte non solo su gli immigrati, ma su tutti e tutte coloro che non
accettano le politiche securitarie in ogni ambito della nostra vita.
Presenteremo il corteo l'8 ottobre a Lugano dalle 18:00 con aperitivo al bar “Tra”
(via Castausio 3) e il 10 ottobre a Locarno dalle 14 in via Ramona (di fronte al
Kursal).
Maggiori informazioni: www.ch.indymedia.org
CHIASSO 24 OTTOBRE 2009 RITROVO ALLE 13:30 PARCO COMACINI – –
concerto benefit
il 31 ottobre presso il centro sociale il molino, abbiamo organizzato un concerto hip hop con a seguito festa trash per rimpolpare la cassa del nostro gruppo. Questi soldi serviranno per affrontare le molte denunce che ci ritroviamo notificate e per continuare i nostri progetti sia a Chiasso sia sotto il carcere.
Venite numerosi e numerose !
prossimi appuntamenti sotto la stampa
Nella categoria lotta al carcere abbiamo pubblicato le date dei prossimi presidi contro il carcere e i relativi flyer
presentazione nuovi appuntamenti
Nella categoria "fuoco alle frontiere" sono state pubblicate le nuove date dei presidi a Chiasso
Le nuove lotte anarchiche in Ticino
La nostra esperienza di lotta radicale sul territorio ticinese é cominciata quasi un anno fa, a partire dall’occupazione del selva squat a Massagno lo scorso ottobre. La trasformazione di uno stabile abbandonato in uno spazio di convivenza autogestita e di critica radicale alla societa’ di cui facciamo parte è stata la prima tappa per focalizzare una serie di problemi, volutamente lasciati irrisolti da questo sistema. In seguito allo sgombero del selva squat, che ha portato all’arresto di 5 occupanti e di altre due denunciate a piede libero (fatto per cui siamo ancora in attesa di giudizio), il nostro percorso di lotta è proseguito, incanalando le nostre energie su due aspetti cruciali insiti nell’ordine presente delle cose: il carcere e l’isolamento a cui sono sottoposti gli immigrati, nella fattispecie quelli stipati nel centro d’ accoglienza di Chiasso.
Mensilmente organizziamo sotto il carcere preventivo Farera e il carcere giudiziaro la Stampa di Lugano dei presidi di solidarieta’ ai detenuti. Per intensificare il contatto con i reclusi abbiamo aperto un indirizzo postale a cui ci possono scrivere e qui ci siamo imbattuti in un primo scoglio: la direzione penitenziaria, su ordine della procura, ha impedito la spedizione della posta verso il nostro indirizzo.
Per quanto riguarda Chiasso, numerose sono state le iniziative svoltesi nel parco Comacini (presidi con musica e cibo), divenuto ricettacolo pomeridiano per gli immigrati durante le uscite giornaliere dal lager d’accoglienza. Il coinvolgimento dei migranti, in attesa dal tanto agognato permesso di soggiorno o per alcuni lo status di rifugiato politico, è stato intenso; ragion per cui è stato possibile raccogliere le testimonianze dei pestaggi e delle torture subite al centro, e non solo, da parte della Securitas e dalle guardie di confine.
Siamo solo all’inizio di questo tortuoso sentiero e la strada è ancora lunga.



